Ciao a tutti! Se avete cliccato su quest’articolo, molto probabilmente siete dei parrucchieri ed in quanto tali ne avete viste di cotte e di crude, indipendentemente dalla vita più o  meno breve della vostra carriera. Clienti incontentabili, chiome distrutte, tinte irrealizzabili… esercitare la professione di hair stylist a volte si rivela una vera e propria impresa! Ecco a voi una raccolta di cinque richieste improponibili che ogni parrucchiere si è sentito rivolgere almeno una volta!

1 – La mora che non ha smesso di crederci

taglio

A quale hair stylist non è mai capitato? Davanti a voi c’è una donna coi capelli più neri che voi abbiate mai visto, vi guarda negli occhi mentre voi la state già immaginando con un meraviglioso carré asimmetrico e dice proprio quelle fatidiche parole: mi puoi fare bionda?

Orrore e raggelo. Fate spallucce pensando che alla fin fine se proprio vuole i capelli biondi son fatti suoi, ed iniziate a spiegarle il processo a cui dovrà sottoporsi per raggiungere un biondo perfetto, cercando pure di venirle incontro citando tempi e costi. Lei vi guarda con un’aria stralunata, e voi avete già capito come andrà a finire quella conversazione…

“Ah, ma mia cugina che se li è fatta da sola a casa è passata da nero a biondo in un giorno!”.

Ai ai ai, l’ha detto. Ora dovrete sfoderare il sorriso finto più convincente che riuscite a tirare fuori e provare con tutti voi stessi a non risponderle fieramente: “Ma allora, tesoro mio, vai a farteli fare a casa da tua cugina e ci vediamo fra un paio di settimane per trasformare in un pixie quel poco che ti sarà rimasto sulla testa!” Sospirate e lasciate perdere, sotto sotto complimentandovi con voi stessi per essere riusciti a mantenere la calma. Good job!

2 -Undercut ma non troppo

Il punk ha fatto il suo grande ritorno con l’undercut ormai diventato super pop nel mondo dell’hair styling, e col punk è ritornata pure la vostra voglia di lanciare l’asciugacapelli contro qualche cliente. Vi capita una ragazza con un metro di capelli biondi e boccolosi che sembra essere uscita dal celebre quadro di Botticelli che vi chiede un selvaggio undercut a zero con una vocina che neanche Arisa negli anni d’oro.

Nella vostra testa la situazione è cristallina: l’avrà visto a qualche modella mozzafiato che starebbe bene anche con un nido di cinciallegra sulla testa ed avrà deciso che era arrivato il momento di osare.

Niente in contrario. Eseguite il drastico taglio, lei si guarda allo specchio e per poco non le prende un coccolone: “MA NON LI VOLEVO COSÌ CORTI!!!

Tesoro, a meno che la comunità scientifica da quando ho finito il liceo non si sia data alla pazza gioia cambiando un po’ di principi fondanti della matematica, la parola “zero” ha una sola interpretazione: ZERO. Il problema non è la lunghezza, il problema è che la tua testa non è la testa della stangona che avrai visto su Vogue in posa e con tre chili di fotoritocco. Lei rimane dentro con le lacrime agli occhi, voi uscite chiedendovi cos’avete fatto di male per meritare tutto ciò.

3 -Trasgressiva, ma senza trasgredirecapelli

Eccola lì, l’ennesima nostalgica dei capelli arcobaleno con tanto di maglietta tie-dye ed un paio di occhiali da sole che avrebbero fatto rabbrividire pure Kurt Cobain. Vuole i capelli blu, verdi, rosa, ciclamino, carta da zucchero, inizia a nominare colori dall’esistenza incerta; voi cominciate ad organizzarvi mentalmente il piano di lavoro, suddividendo le colorazioni per sfumature ed ordine di esecuzione, quando il vostro orecchio percepisce vagamente le tanto temute parole:

“Ma senza decolorare, non voglio rovinarmi i capelli!”

Naturalmente lei sfoggia il castano più scuro che l’occhio umano riesca a percepire. Voi ricorrete al tanto fedele sorriso finto e le spiegate che non è possibile procedere senza decolorare i capelli. Lei, con un irritante sorrisetto deluso e falsamente rassegnato, conclude:

“Ah, ma è quello che mi hanno detto tutti”.

Già. Chissà perché, cara. Chissà perché.

4 – Ma sì, sperimentiamohair style

 

Breve e doloroso: vi trovate a parlare con qualche nuova conoscenza e non appena lei apprende la vostra professione, ne approfitta per lamentarsi di una tinta da supermercato che non ha funzionato sui suoi capelli castani. Voi le chiedete che marca abbia usato, quanto tempo l’abbia tenuta in casa prima di procedere, dove e quando l’abbia comprata, la via del negozio, il cognome da nubile di sua madre, la razza del suo cane, ma niente, non c’è nulla che non vada in tutto ciò.

“Magari l’hanno tenuta troppo in magazzino” concludete, prima che lei esca di scena uccidendo ogni barlume di voglia di vivere che v’era rimasto:

“Eh già! Peccato, ho sempre sognato di avere i capelli biondo platino…”

5 – Peace & loverasta

Alzi la mano chi non si è mai trovato a che fare con qualcuno che pretendeva i dreadlocks, magari su capelli lunghi fino alle spalle. Nessuna mano alzata? Ecco, appunto.

Non esiste parrucchiere al mondo a cui non sia mai stato chiesto di armarsi d’uncinetto ed improvvisarsi braider. Se volete i dreadlocks, un hair stylist professionista NON è la persona che fa per voi. Quest’errore non sarebbe neanche un grosso problema, se non fosse talvolta seguito dall’infelice osservazione:

“Ah, ma dovresti saperlo fare… sei un esperto”.

E dimmi un po’, tu che fai il meccanico le sai fare le crostate di mirtilli? No? Beh dovresti, sei un esperto. “Ma sono un meccanico, non un pasticcere!”. Ed io sono un parrucchiere, non Ziggy Marley. 

In conclusione

Essere un hair stylist richiede un sacco di pazienza, ma alla fine ha più lati positivi che negativi, e se avete scelto di fare questo nella vita vuol dire che vi piace davvero! Il lavoro di parrucchiere dà anche grandi soddisfazioni, perciò non vi lasciate scoraggiare dai clienti un po’… particolari.

È tutto per oggi! Non dimenticate di scaricare l’app di aMaMaison e di continuare a rimanere aggiornati sui prossimi articoli! Alla prossima!

A cura di Auryylmao per aMaMaison®